ISONOMIA DI SPARTA:
Dunuqe, a Sparta tutti godevano degli stessi diritti...
Ovvio che si parla della classe sociale degli Spartiati (l'unica definibile "classe sociale" per Sparta). Dimenticatevi iloti e perieci, sono oggetti, non sono esseri reali. L'isonomia c'è fra gli uomini, e gli uomini sono gli Spartiati. Bisogna applicare all'antichità la consuetudine antica, bisogna vedere le cose con occhi da greco del VI, V, IV sec. a.C., non con occhi da studente idealista comunista del 2008. Quindi, se nell'antichità gli Iloti e i Perieci erano visti indegni di diritti, l'isonomia non cade, perchè nella concezione antica l'isonomia non era fra un "TUTTI" ASSOLUTO, ma solo fra un "TUTTI" RELATIVO, cioè solo fra chi ne era degno. Altrimenti perchè non estendere questo "tutti" anche agli animali e alle piante? Se TUTTI QUELLI CHE NE SONO DEGNI hanno pari diritti, c'è isonomia... E a Sparta gli unici degni erano gli Spartiati, che guardacaso erano tutti con gli stessi diritti (ma sarebbe il caso di dire "uguali diritti, poteri e doveri"), e quindi c'era isonomia. Per contro, ad Atene, non c'era isonomia, cioè il potere era distribuito fra tutti, ma in modo non uniforme e uguali per tutti, ma c'era chi aveva più potere, chi meno, chi aveva più responsabilità, chi meno. Chi faticava di più, chi meno. Il fatto che ad Atene si sorteggiasse fra tutti, non implicava che tutti avessero stessi doveri e poteri: l'artigiano continuava a fare i tavoli e il contadino ad arare la terra. A Sparta tutti gli spartiati avevano tutti stessi obblighi, mestieri, diritti etc, quindi ad Atene democrazia e a Sparta isonomia. Il fatto che ad Atene tutti inseguissero gli stessi valori non implicava che tutti li raggiungessero nello stesso modo, quindi no isonomia. Partecipare attivamente alla vita della città, per l'artigiano, era diverso che per il contadino, quindi niente isonomia. A Sparta ogni spartiate partecipava in modo identico, non è che questo aveva le agevolazioni perchè doveva lasicare i campi e quello no come ad Atene. Visto che a Sparta c'erano cittadini di una sola classe sociale, non ci sono differenziazioni fra cittadini di varie classi sociali. A Sparta, dunque, c'era ugualglianza legale e politica, poichè, in termini matematici, preso l'insieme degli Spartiati (A), avremo che ogni elementi di A è congruente ad ogni altro elemento di A. Cioè, sei A=[a, b, c, d], avremo a=b a=c a=d b=c c=d, e viceversa. Duqnue, se nominiamo l'insieme dei Perieci e degli Iloti rispettivamente B e C, e creiamo un insieme D e un insieme E tali che D contenga gli insiemi di chi son degni di cittadinanza e E contengo chi non è degno, vedremo che A è sottoinsieme di D mentre B e C sono sottoinsiemi di E...
Duqnue, abbiamo che i cittadini avevano uguaglianza legale e politica, poichè congruenti gli uni agli altri, e abbiamo chè è giusto che iloti e perieci non siano cittadini poichè appartenenti a E e non a D. E poi, dire che l'isonomia non dipende da origine o da posizione sociale, non ha senso, in quanto a Sparta c'era una sola classe sociale, e quindi è impossibile fare una differenziazione di diritti fra le varje classi sociali. Che poi coloro che stavano in questa classe sociale fossero di uguale origine, non conta. Se veniva fatto cittadino per merito un Ateniese (che per convenzione chiameremo Senofonte), avremo che anche Senofonte è un uguale al pari degli altri.
L'ilota, poi, che diritti doveva avere se stava in uno stato che non era il suo? Lui che era giunto già schiavo o che era messeno?
E poi la vita dell'ilota non era quella di uno schiavo, con il pene del padrone sempre nel catafranzi o con il fiato del padrone sempre sul collo. L'ilota era molto più libero, come un servo della gleba medievale, e proprio come un servo della gleba medievale poteva essere vittima di una scorreria giocosa dei figli del feudatario, che si divertivano fra le campagne... Ma non aveva sevizie e peciate varie dai padroni che sempre gli erano addosso.
Leggendo Tucidide, Senofonte, Erodoo e molti altri, tutti dicono che le leggi di Licurgo erano l'eunomia (=buon governo)..

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