Dunque, parto dal presupposto che sia chiaro a tutti il fatto che Gesù sia detto il “nazareno” non con qualche riferimento alla città di Nazareth ma per l’etimologia del termine (nei vangeli siriaci Gesù viene chiamato indistintamente il “nazareno” o il “nazoreo”), che singnifica appunto “il continente” o meglio “l’astinente”. Appunto questo fu l’epiteto dato oltre che a lui, ai suoi discepoli e seguaci giudei. Mentre il termine “cristiani” è riservato ai seguaci occidentali/gentili. Ed appunto in virtù di questo presupposto mi esimo dall’esporre la diatriba tra i vangeli siriaci e quelli greci (che sono quelli adottati come Nuovo Testamento).
L’insegnamento primario – basandoci appunto sui testi siriaci più antichi, che sono considerabili la versione più aderente ai vangeli originali in nostro possesso – di Gesù era quello di vivere già nel mondo presente la condizione vegana dell’uomo nell’Eden, la stessa sua attesa era di fatti quella che il regno del Signore sarebbe giunto in terra... non l’opposto... e che l’avrebbe fatto in tempi brevi, appunto questo era una preparazione alla differente condizione che li avrebbe attesi: “In verità vi dico, ci sono qui alcuni che non gusteranno la morte prima di vedere realizzato il regno di Dio” (Marco 9, 1 – dei testi greci). Anche perchè l’instaurzione del regno del Signore non sarebbe piovuta dal nulla ma si sarebbe realizzata solo con l’azione congiunta di tutti gli uomini.
La successiva sparizione dell’approccio vegano nella successiva diffusione del cristianesimo, si deve solo alle concessioni fatte da Giacomo, come capo del Consiglio di Gerusalemme, ai gentili convertiti nella prospettiva di Paolo. Concessioni necessarie per il trovare il più ampio numero di consensi possibili, essendo al tempo il “cristianesimo” schiacciato tra l’ortodossia ebraica da un lato e l’Impero Romano dall’altro. Anche se è chiaro che dal punto di vista radicale di Gesù per nessuno poteva essere prevista una deroga all’etica dietetica (e ancora ci sarebbe da dire che l’ottica di Paolo nell’inziazione dei gentili era già diversa da quella originaria di Gesù). La stessa traduzione dei testi evangelici dall’aramaico al greco subì modifiche “deascetizzanti” ed anti-vegane.
Possiamo quindi notare, riferendoci ai testi originari siriaci che in Matteo 22,4 vi è l’assenza della frase “i miei buoi e i miei animali ingrassati sono macellati”, presente nella versione greca del testo; il termine aramaico “qmza” (Matteo 3,4) citato in proposito dell’alimentazione di Giovanni Battista, e che nella versione greca è “locuste”, in realtà significa “radici di erbe” mentre il “miele selvatico” indica quello ottenuto dagli alberi, non dalle api, altresì la cintura che cinge Giovanni Battista non è di pelle come nella traduzione greca, ma di peli (i quali si potrebbero intendere come della città di Gamala e non di cammello – che in aramaico sempre gamala si dice).
Matteo 6, 25: “O figli d’Israele! Prendetevi i templi come dimore e le tombe come case! Comportatevi come ospiti di passaggio! Non vedete gli uccelli del cielo? Non seminano e non raccolgono, eppure Dio nell’alto dei cieli li nutre! O figli d’Israele! Mangiate pane d’orzo e vegetali selvatici”.
39: “Allora il Messia disse agli apostoli: ‘mangiate pane d’orzo misto a sale duro, indossare il cilicio e dormire nei letamai, è dunque gran cosa, se giova alla salvezza dell’anima in questo mondo e nell’altro’”
44: “Egli diceva: ‘il mio contimento è la fame, il mio segno distintivo è il timore di Dio, il mio mantello durante l’inerno è dove battono i raggi del sole, la luna è la mia lucerna, i piedi la mia bestia da soma, il mio cibo e i frutti sulla mia tavola sono tutto ciò che germoglia dalla terra spontaneamente. Si fa notte ed io non possiedo nulla, si fa giorno ed io non possiedo nulla; eppure sulla terra non c’è nessuno che sia più ricco di me’”.
77: “Il Messia figlio di Maria indossava vesti di crine, mangiava i frutti degli alberi selvatici, non aveva un figlio che potesse morire, né una casa che potesse crollare, non pensava all’indomani, e dormiva ovunque la notte lo cogliesse”.
80: “Il Messia era solito dire: O figli d’Israele! Usate l’acqua pura, vegetali selvatici e pane d’orzo, ed evitate il pane lievitato perchè non sareste grati a Dio”
109: “Gesù disse agli apostoli: ‘prendete come case i lughi di preghiera e le case come ospizi. Mangiate vegetali selvatici, bevete l’acqua delle sorgenti e tenetevi alla larga dal mondo’”.
139: “Se vuoi imitare il digiuno di Gesù, figlio della Vergine immacolata, sappi che egli digiunò per tutto il tempo della sua vita; non mangiava che pane d’orzo, indossava vesti di crine, e, ovunque la notte lo cogliesse, fermava i suoi passi e pregava fino a scorgere all’orizzonte il segno dell’alba imminente”.

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